Nike Mercurial: la storia di un mito

Nike Mercurial: la storia di un mito
2 febbraio 2018 Scarpinimania

Nike Mercurial: la storia di un mito. Nel 1996 Nike è diventato lo sponsor della squadra più titolata al mondo – IL BRASILE – e ha dato il via alla sua missione: creare una scarpa all’altezza del gioco dei brasiliani.
Ronaldo, il giovane attaccante della squadra, è stato scelto come modello. Sul campo era paziente, scrutava ogni singola azione, in attesa del momento giusto. Poi, quando gli si presentava l’occasione, scattava in avanti accelerando verso la palla ad una velocità inarrestabile. Quando vedeva la porta, Ronaldo si trasformava completamente. In poche parole era “mercurial”, che significa appunto mutevole.

Nike Mercurial: la storia di un mito

Per creare una scarpa che potesse adattarsi allo stile esplosivo di Ronaldo, i designer di Nike si sono concentrati sull’impronta della scarpa. Nei primi concept figuravano dei tacchetti asimmetrici abbinati a una tomaia Nike Tiempo, il che rendeva chiaro l’obiettivo di voler ottenere una scarpa da calcio dal peso incredibilmente ridotto. Per affrontare questa sfida, il team di designer abbandonò le tendenze ormai consolidate, scartando la pelle di canguro e sostituendola con pelle di canguro sintetica, la KNG-100. La seconda grande svolta fu ridurre lo spessore della piastra dallo standard industriale di 3 mm a una dimensione di 1,5 mm che facilitasse il cambio di gioco. “Tutto questo all’epoca era sconvolgente. Il look, i materiali, la gente non sapeva più cosa pensare. È stato un momento davvero entusiasmante”, ha affermato Luca Bolpagni del Product Creation Centre Nike di Montebelluna, Italia, commentando così le innovazioni introdotte.

Il debutto della Mercurial avvenne il 16 giugno 1998 quando Ronaldo segnò il primo gol, una brillante mezza rovesciata, indossandola. Quasi vent’anni dopo, migliaia di altri goal sono stati incamerati, contando anche le reti segnate nelle partite di calcio a cinque e i rigori decisivi dei campionati. Anche la scarpa stessa ha continuato a evolversi per venire incontro alle esigenze degli eclettici atleti contemporanei e per dare al mondo del calcio da una parte una linea innovative e dall’altra uno stile accattivante.

Nike Mercurial 1998: la prima scarpa costruita per la velocità

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Le origini: inizialmente conosciuta come Tiempo Ultra Light e Ronaldo Ultra Speed, la prima Nike Mercurial era stata progettata pensando all’impressionante velocità di Ronaldo.

La tecnologia: la tomaia KNG-100 si comportava come la pelle vera, ma, al contrario dei tessuti naturali, non assorbiva l’acqua ed era più sottile e più leggera rispetto alla pelle tradizionale, abbattendo tutti gli stereotipi legati al sintetico e cambiando il metodo di progettazione delle scarpe da calcio. Sulla tomaia un rivestimento appiccicoso ricavato dal telaio delle moto da corsa garantiva il massimo controllo del pallone.

Il look: Il blue e il giallo erano di enorme impatto sui piedi di Ronaldo.

Nike Mercurial Match 2000: veloce diventa più veloce

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Le origini: inizialmente conosciuta come Tiempo Ultra Light e Ronaldo Ultra Speed, la prima Nike Mercurial era stata progettata pensando all’impressionante velocità di Ronaldo.

La tecnologia: la tomaia KNG-100 si comportava come la pelle vera, ma, al contrario dei tessuti naturali, non assorbiva l’acqua ed era più sottile e più leggera rispetto alla pelle tradizionale, abbattendo tutti gli stereotipi legati al sintetico e cambiando il metodo di progettazione delle scarpe da calcio. Sulla tomaia un rivestimento appiccicoso ricavato dal telaio delle moto da corsa garantiva il massimo controllo del pallone.

Il look: Il blue e il giallo erano di enorme impatto sui piedi di Ronaldo.

Nike Mercurial Vapor 2002: dalla strada al campo

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Le origini: Se l’idea iniziale della linea Mercurial era quella di costruire dei tacchetti chiodati per il campo, la terza versione fu creata per sostenere uno sprint di 90 minuti e garantire anche ai giocatori più veloci una perfetta aderenza del piede al terreno.

La tecnologia: Per rimuovere il peso in eccesso, fu pesato ogni singolo dettaglio, dalla colla al filo delle cuciture. Una nuova forma anatomica realizzata intorno alla forma naturale del piede, allentava la pressione e portava il giocatore più vicino alla piastra della scarpa. L’aspetto innovativo ridusse il peso, donando maggiore comfort, e, come scritto nel DNA di Mercurial, ne aumentò la velocità. Le star americane Mia Hamm (che ha portato la nazionale femminile americana alla vittoria nel 2003 e alla medaglia d’oro nel 2004) e Brandi Chastain hanno indossato questa scarpa e le loro intuizioni hanno portato alla successiva versione Nike Women’s Mercurial Vapor 2003, costruita sulle esatte specifiche del piede femminile.

Il look: Velocità pura, evidenziata dalle linee ispirate alle più veloci auto di serie dell’epoca.

Nike Mercurial Vapor II 2004: è nata una nuova stella

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Le origini: per realizzare l’obiettivo di una perfetta aderenza del piede al terreno di gioco, fu necessario raffinare ulteriormente il comfort.

La tecnologia: furono apportate alcune modifiche alla calzata, come l’aggiunta di una larga linguetta sul tallone per ottenere un ulteriore ammortizzazione sulla caviglia.

Il look: L’edizione Team Red mostrava che i colori accesi facevano ancora parte dell’estetica della Mercurial Vapor, ma ciò per cui la ricordiamo ancora oggi è la versione nera e oro firmata da Ronaldo. L’audace design spiccava sul piede di Cristiano Ronaldo, star allora emergente, in un fluido passaggio di testimone.

Nike Mercurial Vapor III 2006: sagomata

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Le origini: il punto cruciale con Mercurial Vapor III era di trovare il modo di renderla più vicina al piede senza compromessi, per un comfort complessivo.

La tecnologia: è stata introdotta per la tomaia la microfibra Teijin, progettata per adattarsi e aderire alla forma del piede. Una maggiore imbottitura sul tallone sporgente e sagomato ha migliorato la calzata, completandola con una forma anatomica e una fascia in carbonio che distribuisce l’impatto della spinta del tallone. Un telaio in due pezzi, con tacchetti inseriti direttamente, consentiva la trazione e l’accelerazione multidirezionale.

Il look: Cristiano Ronaldo le ha indossate in una audace colorazione Cactus. Il brasiliano Ronaldo ha celebrato il suo miglior record di sempre di goal segnati in un torneo con una versione in edizione limitata della Mercurial Vapor III R9, e ha siglato un decennio di velocità Mercurial con l’edizione del decimo anniversario (uscita nel 2007) che ha riportato il distintivo schema cromatico dell’originale sulla piattaforma in fibra di carbonio della Mercurial Vapor III.

Nike Mercurial Vapor SL 2008: qualcosa di esagerato

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Le origini: Quando il designer di calzature Mark Parker divenne CEO di Nike nel gennaio 2006, lanciò ad ogni team di designer la sfida di creare qualcosa di esagerato, senza limiti di progettazione, invitando tutti a reinventare l’innovazione delle calzature sportive.

La tecnologia: Reagendo a questa sfida, Nike Football potenziò il concetto di leggerezza e velocità di Mercurial costruendo l’ultima silhouette interamente in fibra di carbonio. Pesava solo 185 grammi. Con la tomaia realizzata in Italia, il telaio progettato in Germania e la suola esterna costruita in Corea del Sud, la Mercurial SL era il risultato di un progetto globale.

Il look: Tomaia in carbonio inconfondibile? Ogni commento è superfluo.

Nike Mercurial Vapor IV 2008: mosse audaci

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Le origini: Offrire l’aspetto di una superficie ininterrotta per il tiro e un’immagine sprint aerodinamica sul campo grazie ai tacchetti.

La tecnologia: La tomaia in Teijin copriva i lacci e un nuovo telaio interno in fibra di vetro consentiva un’accelerazione istantanea simile allo scatto propulsivo del tacchetto da corsa.

Il look: La velocità intrinseca della scarpa è stata aumentata con Orange Peel e Citron, alcuni dei colori più audaci mai visti su un campo. E in Mercurial Vapor Rosa, la scarpa ha inflitto un’ultima pugnalata sgargiante nel cuore dei puristi del nero.

Nike Mercurial Vapor Superfly 2009: calzata personalizzata

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Le origini: Cosa vuole l’atleta? Come è possibile sentire meno la presenza di una scarpa che ti fa fare tutto? Le risposte hanno prodotto la scarpa Nike più leggera e veloce di quel tempo.

La tecnologia: Una combinazione composita per la tomaia, che utilizzava un esterno in pelle Teijin ultrasottile e Nike Flywire (progettata per sostenere con leggerezza e fresca di debutto a Pechino) manteneva il piede bloccato sul posto. Questo guscio regolato in modo preciso assicurò la migliore vestibilità possibile e una sensazione senza compromessi sulla palla. Nuovi tacchetti di trazione leggeri e un telaio in fibra di carbonio tolsero peso prezioso alla scarpa, mentre una suola a sette strati di carbonio offriva la massima resistenza e flessibilità. Lavorando in armonia, la tomaia e la suola della scarpa permisero agli atleti di accelerare e reagire più velocemente.

Il look: Il Flywire visibile conferì alla Nike Mercurial Vapor Superfly un’estetica high-tech che dava risalto ai suoi componenti.

Nike Mercurial Vapor Superfly II 2010: riflessi felini

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Le origini: Ispirata al ghepardo, Mercurial Superfly II ha trasformato la questione della velocità in una questione di trazione.

La tecnologia: Influenzata dall’intuizione di Cristiano Ronaldo, Mercurial Superfly II ha incorporato la tecnologia Nike SENSE, innovativi tacchetti che si allungano e ritirano di qualche millimetro a seconda della pressione e delle condizioni del terreno, fornendo la base per una velocità e una stabilità ottimali in tutte le direzioni. Per l’estate 2010 in Sudafrica, Mercurial Vapor Superfly II fu sottoposta a un restyling da Serie Elite, che ne aumentò l’eccezionale velocità grazie alla riduzione del peso, ottenuta con un telaio in fibra di carbonio.

Il look: Il restyling Serie Elite vantava sfumature di Mach Violet e Total Orange, uno schema scelto dopo aver attentamente studiato quali colori stimolano la visione periferica durante il gioco.

Nike Mercurial Vapor Superfly III: la base più salda

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Le origini: La terza incarnazione della Nike Mercurial Vapor Superfly mirava a massimizzare ogni possibilità del giocatore in campo eliminando piccoli inciampi e scivolate che possono essere sfruttati dall’avversario.

La tecnologia: La trazione sulla punta delle dita riduceva il rischio di scivolare mentre la configurazione a tre lame massimizzava la velocità durante i cambi di direzione. La raffinata tomaia in composito era più snella che mai grazie a un telaio in fibra di carbonio.

Il look: L’audace posizionamento dei colori nella parte posteriore della scarpa e la loro combinazione ampliavano il concetto di acuità visiva della Serie Elite.

Nike Mercurial Vapor VIII 2012: appena arrivata

Le origini: Per questa aggiunta alla stirpe, sono state cruciali le considerazioni sull’accelerazione della palla e sul tocco ad alta velocità.

La tecnologia: Una nuova suola in fibra di vetro flessibile sfruttava un nuovo sistema di trazione dei contrafforti sui tacchetti che assicurava una penetrazione rapida dentro e fuori dal terreno, mentre per aumentare l’accelerazione fu progettato un tacchetto centrale in un punto di alta pressione. La sagoma, infine, seguiva la forma naturale del piede e incorporava un tacco più morbido per ridurre al minimo l’errore. La punta abbassata e un arco più scolpito hanno cambiato la calzata della scarpa intorno al piede e la finitura scamosciata della tomaia in microfibra Teijin ha migliorato il tocco e il controllo fornendo una sensazione di piedi nudi.

Il look: L’inconfondibile colorazione Mango della versione di lancio catturò ulteriormente l’attenzione.

Nike Mercurial Vapor IX 2013: massimo controllo

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Le origini: La nona versione della serie Mercurial puntava al controllo completo.

La tecnologia: La tomaia era caratterizzata da una combinazione di tecnologia All Conditions Control (ACC) per una sensazione di sicurezza in condizioni di bagnato o asciutto e Speed Control per il controllo in velocità, con una trama simile a una pallina da golf, che forniva le stesse caratteristiche di tocco morbido e attrito contro la palla. Un telaio leggero con due distinti inserti in fibra di vetro per una maggiore flessibilità e tacchetti gemelli con configurazione asimmetrica completavano la riconversione, garantendo un’accelerazione e una trazione ultra-reattive in tutte le direzioni.

Il look: La Mercurial Vapor IX edizione CR7 di Cristiano Ronaldo sfoggiava i colori al neon accentuati da una stampa Safari sulla tomaia dalla trama rinnovata. La stampa intergalattica su tutta la scarpa di CR7 Mercurial Vapor Supernova insisteva sulla velocità esplosiva e ultraterrena della linea.

Nike Mercurial Superfly IV 2014: una fionda per il piede

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Le origini: L’ultima versione fu progettata per il giocatore che è sempre un passo avanti al suo marcatore.

La tecnologia: Attraverso una nuova trama a tre nodi, la tecnologia Nike Flyknit sulla tomaia metteva meno materiale tra il piede e la palla per migliorare il tocco. Il collare Dynamic Fit centrale migliorò la connessione tra il giocatore e la scarpa. L’aggiunta di cavi Brio, inseriti direttamente nella tomaia, bloccava il piede sul telaio in carbonio a tutta lunghezza della scarpa per un efficiente trasferimento di potenza attraverso il terreno. I tacchetti aggiunti sul tallone della scarpa ne aumentavano la stabilità, mentre la trazione anteriore ispirata alla pista, integrata nel DNA di Mercurial, era vitale per fornire aderenza e propulsione.

Il look: Il collare Dynamic Fit, che ha debuttato nella Nike Magista, ha indubbiamente trasformato la silhouette della scarpa da calcio. Quando è entrato a far parte della linea Mercurial, il nuovo look è uscito dal campo dando forma all’HTM Nike Free Flyknit Mercurial SP e, alla fine, a una delle tendenze più significative della recente storia della calzatura.

Nike Mercurial Superfly V 2016: si alzano gli standard

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Le origini: Ogni componente è stato creato per lavorare in concerto verso un unico obiettivo, quello di liberare il potenziale a piena velocità di un giocatore, creando la massima espressione di Mercurial.

La tecnologia: I progettisti hanno eliminato il divario che prima esisteva nel sottopiede, utilizzando un nuovo telaio anatomico che mappava i contorni naturali del piede. Un nuovo processo di formatura sottovuoto ha consentito di progettare un telaio monostrato per la suola, più leggero del 40 per cento – ma comunque più forte e più reattivo – del telaio in fibra di carbonio che ha sostituito. Per la prima volta, il test di analisi degli elementi finiti (FEA) è stato utilizzato per fornire dati scientifici che hanno consentito di identificare il miglior modello di trazione per il giocatore focalizzato sulla velocità, consentendo di approdare a un modello informatizzato che agiva come un artiglio durante l’accelerazione. Per la prima volta è stata utilizzata la mappatura della trama basata sui dati per creare 3D Flyknit a nervatura veloce in cui le superfici rialzate fornivano l’attrito tra la parte superiore e la sfera.

Il look: Il potenziale estetico della Mercurial Superfly V viene evidenziato meglio nella serie di colorazioni in edizione speciale di Cristiano Ronaldo. Tra queste troviamo Chapter 5: Cut to Brilliance, che celebra gli exploit calcistici della carriera di Ronaldo.

L’ultima Mercurial sarà disponibile il 7 febbraio su Nike.com

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